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La Settimana Sovversiva

Questa Settimana Sovversiva vi arriva con comodo, martedì invece di lunedì, per la seconda volta di seguito. Ieri, dopo una tirata in auto da Bari a Milano, ero troppo stanco per mettere in fila due parole. Rivendichiamo anche la stanchezza e, quando serve, disintegriamo le scadenze fisse!

Il tour di Zona Warpa è stata un’esperienza densa e intensa, che mi ha regalato spunti per varie future newsletter. Oggi vi racconto dell’ultimissima sera, prima di ripartire, quando sono andato a suonare all’ateneo di Bari, per sostenere l’occupazione studentesca in favore della causa palestinese. Lx ragazzx mi hanno invitato e non me lo sono fatto ripetere due volte. È stata una stata una serata magica, di quelle che fanno bene al cuore.

Prima di tutto, un piccolo video, solo per voi: la situazione era questa:

Lx studentx sono parte della generazione Z, quella di chi è natx tra la fine degli Anni ‘90 e i primi del nuovo millennio. Per parlare di traumi generazionali, mi sembra opportuno partire dal mio, che sono un millennial (classe 1982): quando ero piccolo stavamo ancora cavalcando il benessere del boom del dopo guerra, comprare una casa era un investimento plausibile anche per chi non era straricco e bastava uno stipendio per mantenere una famiglia. Noi siamo la generazione della promessa tradita, della beffa. Ci avevano promesso tutto, ma il buffet gratuito è finito e ci è rimasto solo il conto da pagare. Ci siamo trovatx alle prese con lo sconforto di paragonarci ai nostri genitori, che alla nostra età avevano già una stabilità economica che noi possiamo solo sognare e avevano il lusso di poter fare piani per il futuro.

La generazione Z non ha ricevuto nemmeno una promessa. Il mondo gli è stato recapitato da un camion della spazzatura, in fiamme, fuori garanzia. Il loro presente è un lavoro che sfrutta e sottopaga, il loro futuro è il collasso climatico. Hanno ereditato persino una dimensione digitale deformata dal capitalismo, così tanto lontana dallo sprazzo di libertà e decentralizzazione che ha vissuto chiunque si ricordi cosa fosse ICQ. Ovviamente ci sono anche guerre, orrori e discriminazioni, e quando dicono che bisognerebbe fare qualcosa in proposito vengono infantilizzatx e accusatx di non aver capito come funziona il mondo.

Invece, come funziona il mondo l’hanno capito benissimo, per necessità, forse più delle generazioni precedenti. La generazione Z è arrabbiata e al tempo stesso ha voglia di divertirsi.

Quando ci rapportiamo a chi è più giovane di noi, per abitudine, tendiamo a farlo in maniera verticale, dando per scontato che abbiamo il diritto di depositare sulla sua testa il nostro sapere. Pensiamo, banalmente, di aver solo da insegnare.

Avendo a che fare con lx ragazzx dell’ateneo (e con il collettivo del Bread&Roses di Bari), ho realizzato che sì, ho qualcosa da insegnare, ma ho soprattutto da imparare. Il nostro rapporto deve essere orizzontale, anche perché la battaglia che abbiamo davanti è la stessa.

All’ateneo ho visto il potenziale della lotta unita al mutuo aiuto. C’erano le tende e gli striscioni, certo, ma sono solo una piccola parte del fenomeno. In giro per Bari c’era chi cucinava cibo da portare alle tende, in modo che tuttx potessero mangiare, e durante il giorno c’erano interventi e conferenze per capire meglio le sfaccettature della guerra. Ovviamente c’erano anche collettivi per portare avanti le richieste all’università e al rettore, coordinati con altre realtà affini negli altri atenei d’Italia. Una cosa fatta bene, da persone che stanno capendo il potere della autogestione e della solidarietà. Sfido chiunque a farsi un giro tra quelle tende e dire che sono ragazzx capricciosx che non sanno cosa stanno facendo.

Ho visto una consapevolezza e una sensibilità incredibile, anche su temi che la mia generazione ha ampiamente snobbato. Abbiamo da imparare.

A fine serata, mi sono semplicemente sentito grato per l’energia che ho respirato tra quelle colonne. Se vi sembra che il mondo vada a rotoli e che non importi a nessuno, andate da loro e mettetevi ad ascoltare. Mi ha fatto sentire meno solo.

Grazie, ragazzx.

Se tra chi legge questa newsletter c’è qualche persona attiva nei collettivi che stanno occupando le università, batta un colpo. Sarei felice di venire a suonare gratis nelle vostre università. Parliamone!

Buona Settimana Sovversiva!

Kenobit


EVENTI IN ARRIVO

31 maggio - Milano, Spazio WOW - Suonerò il mio Game Boy all’evento Meet & Play. È gratis, ma bisogna prenotare un biglietto qui.

8 giugno - Montelupo Fiorentino, Ottobit Artlab - Concerto con Chipzel, dall’Irlanda. Lei per me è la regina del Game Boy, oltre a essere una persona fantastica.

13 giugno - Bologna, BolognaFiere - Double feature! Sarò ospite del WMF2024 (We Make Future) con un talk sul Fediverso, insieme a mio fratello Ed (admin di Livello Segreto nonché alleato di mille battaglie digitali). Farò anche una piccola esibizione con il Game Boy sul main stage.

I VIDEO DI ZONA WARPA

Il capitalismo delle piattaforme non merita i nostri sogni. Per questo, i video degli interventi fatti a Zona Warpa non sono stati caricati su YouTube, ma su un’apposita istanza Peertube. Potete goderveli senza pubblicità e senza che la Silicon Valley rubi i vostri dati personali!

Troverete un mio breve workshop sulla Game Boy music, ma anche discorsi preziosi sul software libero e l’antispecismo, oltre a vari punti di partenza per chi vuole iniziare a sviluppare videogiochi. Se vi va, condivideteli!

La Settimana Sovversiva
illustrazioni di Gianluca Folì