Apri nel browser
La Settimana Sovversiva

Ciao! La settimana scorsa non avete ricevuto mie notizie perché ero chiuso in studio con due amici a registrare un disco. È venuto molto bene e non vedo l’ora di farvelo sentire! Oggi vi propongo una Settimana Sovversiva rilassante, con una bizzarra dedica: “ai bagni di centri sociali”. E in generale ai bagni dei locali.

Amo i bagni dei centri sociali. Voglio bene anche quelli dei circoli Arci un po’ più ribelli, dei pub da battaglia e delle bettole dove suonano le band improbabili. Non li apprezzo per le loro proprietà organolettiche, spesso pungenti, ma perché sono luoghi speciali. Sono dei piccoli sottoinsiemi di mondo in cui le cose funzionano diversamente.

La sorveglianza del ventunesimo secolo è così ubiqua che ci abbiamo fatto il callo. Quando usciamo di casa veniamo immortalate da decine di telecamere, alcune visibili, altre nascoste. Inoltre, con l’ascesa dei social media e la proliferazione degli smartphone, ci ritroviamo in una società di spioni e delatori. Anche se non sei su Instagram, se fai qualcosa di anomalo rischi di finirci sopra, catturato dalla fotocamera di uno sconosciuto in cerca di un po’ di content da pubblicare. La nostra performance deve essere continua, anche quando siamo stanche, tristi o di malumore. C’è sempre qualcuno o qualcosa che ci guarda e si fa i fatti nostri. Che fatica, vero?

Il bagno del locale ci offre una breve tregua dal panopticon dell’era dell’informazione. Lì, per la durata di una pipì, siamo finalmente sole, in una poco lussuosa ma innegabile oasi di privacy. Nessuno ci spia, nessuno ci vede, nessuno ha il diritto di sindacare su cosa stiamo facendo. Non è un caso che il cesso diventi un luogo di libera espressione.

Tanto per cominciare ci sono gli adesivi. I migliori gabinetti sono decorati da anni e anni di sticker, che parlano di band, progetti, birrifici, squat, manifestazioni, o anche solo di idee. Quante cose ho scoperto, facendo la pipì. I muri piastrellati diventano degli showcase dell’underground, e la cosa bella è che, pur in assenza di regole e controllori, gli adesivi tendono a non sovrapporsi. Chi ne attacca uno ha rispetto di chi è venuto prima, perché si riconosce nello stesso gesto e soprattutto perché non è una gara di popolarità, bensì un atto di narrazione collettiva.

Poi ci sono le scritte. La letteratura da toilette è un genere nobile e unico, sia per l’intimità del suo medium, sia per la sua eterna mutevolezza, frutto del dialogo asincrono tra orinatori senza nome. Il muro diventa un luogo di confronto, un luogo dove i messaggi si mescolano e raccontano una storia.

Vi porto l’esempio del mio bagno preferito, quello di Cascina Torchiera, a Milano. Davanti alla turca, ad altezza occhi, c’era la scritta “MIXARE È UN MODO BORGHESE DI METTERE I DISCHI”, con l’inconfondibile grafia di Napo, che con i Uochi Toki in Tork ha organizzato parecchie feste, e pure una mitica “Gara delle batterie elettroniche” (evento magico al quale un giorno dedicherò un’intera puntata di questa newsletter). Un’affermazione bizzarra, provocatoria e divertente, e quindi perfetta per far scaturire pensieri da gabinetto. Qualche tempo dopo il testo si è evoluto: “MIXARE È UN MODO BORGHESE DI METTERE I DISCHI”. Un’altra persona è passata di lì, ha letto la scritta e ha deciso di renderla sua tracciando una riga squisitamente ideologica. Ora quel muro veicola tutti i due messaggi, contemporaneamente, e anche la storia di due persone con idee diverse sull’arte del mixing che hanno attraversato lo stesso bagno. Ogni volta mi suscita meraviglia. Sul muro a sinistra ci sono anch’io, che ho scritto “NON CI SONO POTERI BUONI” con un pennarellone rosa, perché secondo me a De André sarebbe piaciuto suscitare riflessioni anarchiche in un luogo così raffinato. A volte penso che certi graffiti siano come messaggi nella bottiglia, che aspettano di trovare chi saprà leggerli e interpretarli.

E sì, penso che vedere arte e bellezza dove la società vede solo un WC sia un atto squisitamente sovversivo. Se volete, rispondete al piccione viaggiatore che vi sta portando questa mail con le scritte più belle che avete trovato nei vostri gabinetti del cuore. E se volete attaccarci un mio adesivo, ditemelo e ve ne mando qualcuno. Tanto, se li attaccate, non vi vede nessuno...

Buona Settimana Sovversiva!
Kenobit

TELE KENOBIT

Mentre il Dottor Pira è in vacanza, in attesa della seconda parte della stagione di Jonathan Dimensione AESTHETICA, continuano le trasmissioni di Nuovo Baretto Utopia, il mio podcast di chiacchiere con persone interessanti. Ho un trittico di ospiti fantastici:

Lunedì 3 marzo (oggi) alle 21:30 - Chiacchiere con Robin Book Gang, un progetto di editoria/pirateria sovversiva. Parleremo di copyright, copyleft, copytheft, prezzi dei libri e archivi ribelli.
Lunedì 10 marzo alle 21:30 - Chiacchiere con David Fox, storico coder e game designer di capolavori come Zak McKraken. Parleremo di giochi, storia dell'informatica e non solo. In inglese.
Lunedì 17 marzo alle 21:30 - Chiacchere con Tea Fonzi, aka Buontea. Parleremo di arte e preservazione, ma da una prospettiva diversa dal solito. Se non la conoscete, recuperatevi la puntata di esattamente un anno fa.

EVENTI IN ARRIVO

13 marzo - Ottobit Artlab, Montelupo Fiorentino - L’Ottobit è casa, per me. Ci vediamo lì.

14 marzo - GOLEM, Empoli - Una serata di chiacchiere e relax, dove parlerò di Fediverso.

11 aprile - Ottagono, Codroipo - Ci sarà il Synthimi fuART e i suonerò i miei Game Boy.

19 aprile - Ascoli Piceno (info in arrivo)

27 aprile - Bari (info in arrivo)

La Settimana Sovversiva
illustrazioni di Gianluca Folì