Come ogni muro era ambiguo, bifronte. Ciò che era al suo interno o all’esterno dipendeva dal lato da cui ci si trovava.
I reietti dell'altro pianeta, Ursula K. Le Guin

Un tempo vedevo solo il muro. Mi sembrava altissimo e inespugnabile.

Mi era stato presentato come una necessità, come lo stato naturale delle cose. Nasciamo senza il concetto di confini e barriere, ma poi ci viene inculcato con faticosi esercizi di ginnastica mentale, fino a che l’idea di qualcosa che si frappone tra noi e la nostra libertà non ci sembra plausibile, o persino auspicabile. Finiamo per accettarlo collettivamente, per darlo come assodato, e un bel giorno ci dimentichiamo che, se ne parlassimo ad alta voce, potremmo rimetterlo in discussione.

Oggi guardo il muro e vedo che è pieno di crepe. La struttura di potere alla quale decidiamo di sottostare "perché il mondo funziona così" scricchiola. La consapevolezza che sia una fregatura inizia a serpeggiare anche tra chi fino a poco tempo fa non riusciva nemmeno a immaginare un’alternativa.

Il muro ha mille forme e si estende fino all’orizzonte, ma in fondo basta una piccola breccia per vanificare il suo senso. Guardo le crepe che si allargano sotto il peso delle contraddizioni e penso anche che sarà impossibile da difendere, se tuttǝ decideremo di abbatterlo.

Quest’anno ho deciso di impugnare un martello e iniziare a battere sulla crepa che mi pare più evidente, quella delle piattaforme social. Luoghi che ci vengono presentati come mali necessari, che ci promettono amicizia e contatto umano, ma in realtà ci imprigionano in un recinto che non ci fa stare bene, che uccide la nostra voglia di creare e cerca di convincerci che siamo qui solo per consumare e obbedire.

Nella settimana appena trascorsa ho avuto la più bella delle conferme: quelle crepe non sono un’allucinazione. Non le vedo solo io! E se qualcuno impugna il martello, c’è tanta gente pronta a fare lo stesso, perché quel malcontento che sentiamo dentro non è un difetto, ma la voce del nostro istinto. Voler abbattere il muro non è una follia.

Il suono dei nostri martelli sarà assordante.
Buona settimana sovversiva!

UNO STEREO RIBELLE

La crepa che abbiamo assaltato settimana scorsa è Spotify, il più diffuso servizio di streaming musicale, ma anche il più ingiusto. Su Instagram ho parlato di come non paghi lǝ artistǝ, delle dinamiche di competizione che innesca e di come il suo CEO investa il maltolto in startup distopiche che lavorano al futuro della guerra.

(Nota: in un futuro prossimo vi parlerò del perché comunico su Instagram, pur odiandolo, e delle strategie che ho adottato per non farmi schiacciare dai suoi meccanismi.)

Venerdì, dopo mesi di lavoro dietro le quinte, abbiamo lanciato STEREO.KENOBIT.IT: uno spazio di libertà per musica e podcast, che replica le funzioni di streaming di Spotify, ma senza pubblicità e sfruttamento. Non è un luogo progettato per spremere profitto dal nostro desiderio di bellezza, ma per consentirci di esprimere la nostra creatività senza subordinarla ai numeri e al mercato. I nostri sogni non sono prodotti.

Io e alcuni amici abbiamo iniziato a picchiare sulla crepa. Io ho pubblicato un nuovo disco, Bebo si è inventato una trasmissione radio, FDA ha fatto le ore piccole per far funzionare il server.

Ed ecco che è arrivato un esercito di martelli a picchiare con noi. Amicǝ di vecchia data e meravigliosǝ sconosciutǝ hanno iniziato a mandarci dischi da caricare, idee per podcast e offerte di aiuto di ogni sorta.

Il risultato: STEREO è già pieno di cose bellissime e nei prossimi giorni si riempirà ulteriormente di tutto ciò che non abbiamo ancora fatto in tempo a caricare. Oltre a “Là fuori” di Bebo, tra i podcast, ci sono Mordicchio e Ahi, ahi, AI (ai quali presto faranno compagnia altri progetti che non vedo l’ora di ascoltare). Oltre al mio, ci sono dischi che vanno dal punk alla ambient. E il bello è che, come con Spotify, potete ascoltare tutto da computer o da cellulare. Qui trovate le FAQ sul progetto.

Sia chiaro, però, che l’idea non è ricreare Spotify. Non abbiamo nessuna intenzione di combattere nello stesso campo da gioco, tentando di accumulare un catalogo infinito (che non può che fondarsi sullo sfruttamento). STEREO sarà un’alleanza di artistǝ che pubblicano opere unite da una precisa scelta politica: quella di cooperare invece che competere.

Volete la vostra musica o il vostro podcast su STEREO? Scrivetemi a kenobit@protonmail.com. E dateci una mano a fare girare la voce!

PROGRAMMA DELLA SETTIMANA

La programmazione di Tele Kenobit è direttamente accessibile dal comodo pulsantone sulla homepage, dove trovate già le date anche di febbraio. Questa sera aprirà il cineforum di Tele Kenobit, con una proiezione di Funeralopolis, seguita da una chiacchiera con il suo regista, Alessandro Redaelli. Continua anche Jonathan Dimensione AESTHETICA, con il Dottor Pira e Michele Sala, del quale trovate già la prima puntata sulla Videoteca.

lunedì 22 gennaio - Seguirà dibattito - Proiezione di Funeralopolis, seguita da chiacchierata con il regista, Alessandro Redaelli. Nota: il film ha contenuti forti e non è adatto a un pubblico impressionabile.
martedì 23 gennaio - Jonathan Dimensione AESTHETICA

Su La Svolta si parla dei Decostruttori, il gruppo di autocoscienza maschile (e non solo) di cui faccio parte.

Ho aggiornato il mio shop. Dentro ci trovate le mie nuove magliette, che sono un ottimo modo per sostenermi, ma anche le nuove stampe dello Scanlendario, che andranno a finanziare i progetti di mutuo aiuto di quel posto meraviglioso che è l'EX OPG di Napoli.

Per oggi è tutto! Scrivetemi per qualsiasi cosa. Avete un commento? Un’idea? Una proposta? Una curiosità? Mi trovate su kenobit@protonmail.com

Martelliamo insieme e riprendiamoci tutto.

Kenobit